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MANUEL E RODRIGO OSPITI AL PREMIO LUNEZIA
inserita il 19/07/2018
Il 21 Luglio - Aulla (Ms) ore 21:30 p.zza Gramsci al Premio Lunezia 2018 - Manuel Agnelli e Rodrigo D'Erasmo degli Afterhours.

Ingresso libero.

Fonte: m.facebook.com

Ecco le motivazioni del premio agli after:

Redazione Musical Letteraria Premio Lunezia 2018
SEZIONE PREMI DI GENERE
Premio Lunezia Rock d’Autore 2018 a Afterhours per il Valore Musical Letterario dell’album «Folfiri o Folfox»


Non giuoca sull’immediatezza, sull’arrivare diretto e - parimenti - facilmente direttamente dimenticabile: occorre appropriarsi delle giuste chiavi di lettura, lasciarsi “aderire” ai testi, farsi carico di proprie e altrui paure, pervadere dalle sonorità ondosamente variate, per arrivare al nocciolo, humus e prius, di questo album potente, già inchiodante dalla titolazione, volutamente disturbante: “Folfiri o Folfox”, protocolli medici riguardanti la cura tumorale.
E morte e rinascita, assenza e presenza, amore di luce e amore di ombre, si rincorrono, brano dopo brano, in questo disco che procede a cascata, fertile di tecnica sperimentata e di idee fermentate e fermentanti: opera vasta, complessa, progettata su un approccio ricercatamente sperimentale, impreziosito da contaminazioni, da lampi graffianti, in nuovo, felice approdo.
In un equilibrio perfetto fra rock, dominanze ipnotiche di chitarre acustiche, dolcezze carezzantemente soffuse, quasi sussurate, di pianoforte e di violino, pronunciature dichiaratamente pop, ecco il dolore andare in scena e farsi- a tratti- grido: “Tu giurami che noi/ Non moriremo mai/ Questo puoi farlo?... Avevamo un patto io e te/ E l’hai tradito tu/ Perché io diventassi/ Grande”, “Grande”, dall’apertura che strazia, pugnala, ma, sempre e comunque, lascia spazi alla speranza, a un reincontro senza fine.
E il viaggio memoriale continua per il tramite di un odore mai dismesso: “Si, lo so, che tu resti dentro di me”( “L’odore della giacca di mio padre”, raffinatamente jazzy per voce e per melodia ); di immagini che incidono, imprimono, “Ho visto la crepa in me / La vita che gocciola è mia”, da “Ti cambia il sapore”, dolente resoconto dei mutamenti provocati dai ciclo chemioterapici.
Un album, dunque, recante le stimmate di una maturità espressiva pienamente raggiunta, di una luminosità soundistica di abbagliante stranianza.
Tatuato di vissuto: l’ipotesi che siamo, il buio. E poi, il cielo stesso.

“Lucore notturno, controsortilegio, più forte.
Da ignota, alta marea corrosa questa vita”
Paul Celan, “Oscurato”.

Marina Pratici, Responsabile Redazionale Premio Lunezia